I SIMBOLI degli evangelisti


trono e tetramorfo

trono e tetramorfo

Le fonti più antiche che fanno riferimento agli evangelisti risalgono a Sant’Ireneo di Lione che nel suo Adversus Haereses, scritto nel II secolo, cosi informava su questi personaggi:

« Cosi Matteo scrisse nella lingua degli Ebrei il primo vangelo, al tempo in cui Pietro e Paolo evangelizzavano Roma e vi fondarono la Chiesa. Dopo la partenza di questi ultimi, Marco, discepolo e interprete di Pietro, mise per scritto quello che Pietro predicava. Dal canto suo Luca, il compagno di Paolo, consegnava in un libro il vangelo che il suo maestro predicava. Poi Giovanni, il discepolo del Signore, quello che si era addormentato sul suo petto, pubblicò anche lui un vangelo quando si trovava a Efeso in Asia »
(Adv. Hae. III Preliminare)

Iconografia - Le icone degli Evangelisti (Leggiamo insieme Ez 1, 4-12 ; Ap 4, 6-8)
Sulla base di queste descrizioni e sulla base del modo in cui i rispettivi vangeli iniziano il proprio racconto, essi vengono associati a questi simboli:

Matteo

raffigurato come uomo (o angelo: tutte le figure sono infatti alate). Il vangelo di Matteo è quello che mette più in risalto l’umanità del Cristo (il Figlio dell’Uomo, come viene spesso indicato). Il testo esordisce con la discendenza di Gesù e, in seguito, narra la sua infanzia, sottolineandone quindi il suo lato umano.
Marco

raffigurato come leone. Nel Vangelo di Marco viene maggiormente indicata la regalità, la forza, la maestà del Cristo: in particolare i numerosi miracoli accentuano l’aspetto secondo cui Cristo vince il male. Inoltre è proprio questo Vangelo che narra della voce di San Giovanni Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito (di un leone, appunto), preannunciando agli uomini la venuta del Cristo. (Cfr. insieme Gv 1, 22-23)

Luca

raffigurato come bue ovvero come un vitello, simbolo di tenerezza, dolcezza e mansuetudine, caratteri distintivi di questo Vangelo per descrizione e teologia
Giovanni

raffigurato come un’aquila. Il suo Vangelo infatti ha una visione maggiormente teologica, e quindi è quello che ha la vista più acuta. L’aquila è quello che vola più in alto di tutti gli esseri e che, unico fra tutti, può vedere il sole con gli occhi senza accecarsi, ossia vedere verso i cieli e verso l’ Assoluto, verso Dio. Il Vangelo di Giovanni infatti si apre con parole di forte carica trascendente (Cfr. insieme Gv 1, 1-18)
Secondo San Gerolamo il tetramorfo sintetizza la totalità del mistero cristiano:
Incarnazione (l’uomo)
Passione (il bue)
Resurrezione (il leone)
l’Ascensione (l’aquila)

ALLEGATI: I SIMBOLI degli evangelisti

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